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lunedì 1 ottobre 2012

La fila alle poste


Questa mattina, mentre mi stavo recando all'università, mi son trovato a passare davanti alle poste ove, nonostante mancasse ancora un po' all'apertura, si era formata una piccola coda di anziani che, più tardi, si sarebbe alquanto infoltita. Mi direte: " cosa c'è di strano ? Oggi è il primo del mese, ci sono le pensioni, è normale ! ", sì. è normalissimo ma vedere quelle persone mi ha fatto riflettere sulla peculiarità delle file nei piccoli centri e nel nostro paese. Una fila, a Gualtieri, sia essa alle poste, dal medico o alla macelleria, è una grande occasione di aggregazione, ci si saluta, ci si incontra, si dialoga, ci si scambia opinioni, anche la fila ha una sua bellezza in questa vallata, è l'occasione per rivedere amici, conoscenti e anche per informarsi sui fatti del paese e della sua gente. Forse non ci pensiamo mai, presi dalla fretta e dalle tante preoccupazioni giornaliere, ma la fila ci obbliga a riflettere, a comprendere la preziosità del tempo e delle relazioni interpersonali.

Il mese del Rosario a Gualtieri


Ottobre è il mese che la pietà popolare dedica al Santo Rosario della Beata Vergine Maria poichè giorno 7 si celebra la memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Rosario, memoria istituita da papa san Pio V per commemorare la poderosa vittoria dei cristiani nella battaglia di Lepanto, nel 1571. Nella nostra bella Gualtieri è in uso recare una statuetta della Madonna, nelle case di alcuni fedeli che accolgono parenti, vicini e tutti i parrocchiani per la recita del Santo Rosario; una bella e salutare tradizione che rafforza la fede, e rinvigorisce i vincoli sociali, una iniziativa che speriamo possa perdurare per lungo tempo.

sabato 29 settembre 2012

Michiluzzu, Michiluzzo; niscisti e non ci nesci cchiù !



Oggi la Chiesa festeggia i santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele; forse non molti sanno che san Michele, santo venerato grandemente in tutto l'orbe, è il PATRONO SECONDARIO di Soccorso, tant'è che lo troviamo raffigurato nella pala dell'altar maggiore della chiesa madre, opera di Francesco Cardillo (fine sec. XVI), accanto alla Vergine del Soccorso assisa in trono. Quivi l'Arcangelo è raffigurato con le tipiche vesti da militare romano, nella mano sinistra regge la bilancia con la quale pesa le anime per vedere se sono degne di entrare nel Paradiso (la tradizione vuole che vi siano degli angeli psicopompi che, cioè, prelevano le anime al momento della morte e le portano al cospetto di Dio). Ai piedi dell'Arcangelo si trova Satana che cerca di "truccare" la bilancia, cercando di farla pendere dal suo lato, ma il tentativo non gli riesce, san Michele, così come nella narrazione biblica, lo scaccia con la sua possente spada, rinchiudendolo negli abissi infernali.

La grande venerazione dei Soccorsesi nei confronti del capo delle Milizie Celesti è attestato anche dal meraviglioso simulacro ligneo posto nel primo altare laterale di destra, si tratta di uno dei simulacri più antichi, forse il più antico in assoluto, splendidamente decorato a foglia d'oro. L'Angelo appare secondo l'iconografia  della pala dell'altar maggiore, con una posa ieratica e possente, appare infatti in atto belligerante contro il Satana e  i demoni.

Gli anziani narrano un curioso aneddoto: un tempo, quello che è il Patrono del paese, dopo la Madonna del Soccorso, veniva portato solennemente in processione; un anno la processione fu resa difficile da condizioni meteorologiche avverse, specialmente vento molto forte, ma i Soccorsesi vollero continuare la processione. Al rientro del corteo nella chiesa madre si dice che qualcuno esclamò: "Michiluzzu, Michiluzzu; niscisti e non ci nesci cchù ! " e da allora la processione- purtroppo- non ebbe più luogo.

Approfitto di questo post per porgere i miei auguri a quanti portano il nome di Michele, Michela, Michaela, Gabriele, Gabriella, Raffaele, Raffaella, nomi ancora presenti nel nostro paese, dal bellissimo significato.

giovedì 27 settembre 2012

Scatti feudali

Ecco alcune foto scattate in una bella giornata di settembre nel magnifico borgo di Sicaminò, antico feudo dei duchi Avarna. Passeggiando per le vie del piccolo borgo ci si sente proiettati nel passato, sembra che da un momento all'altro si vedrà passare il duca in carrozza, le carovane di contadini, le laboriose massaie. Tutto è immerso in un'atmosfera magica, antiche abitazioni, il palazzo ducale, i meravigliosi scorci paesaggistici, il silenzio mistico, qui sembra che il tempo si sia fermato.


Il viale alberato che conduce al borgo di Sicaminò


Piazza Filippo Guarna 




La scuola di Sicaminò.

La dedica posta sopra la scuola

L'artistico portale, in stile neogotico, della chiesa di S. Nicolò (1896).

La lapide posta sulla facciata della chiesa ove si menziona S. Nicola come patrono del feudo.

La facciata della chiesa

L'erta salita che conduce alla chiesa

L'ingresso al palazzo ducale





La torre merlata del palazzo ducale

Le case del borgo





Maiolica votiva posta in occasione dell'Anno Santo 1900, indetto da papa Leone XIII







lunedì 24 settembre 2012

Rubata la campana del Duca


Molte volte, anche in luoghi parecchio lontani, nominato il comune di Gualtieri Sicaminò si riceve la risposta: " ah, sì, dove c'era il famoso duca che suonava le campane". La saga (a tutti nota) degli amori del Duca Avarna è stata privata del suo elemento principale: la mitica campana. Alcuni turisti, in visita al borgo di Sicaminò, si sono accorti che sul campanile della chiesetta annessa al palazzo ducale mancava la tanto famosa campana. La notizia è stata resa nota dalla Gazzetta del sud                                                                            (qui l'articolo:http://www.gazzettadelsud.it/news/provincia/13739/Rubata-la-campana-d-amore--nella-cappella-del-Duca-Avarna.html#.UFymmyMPDA0.facebook) e dal TG3 Regione Sicilia.

venerdì 21 settembre 2012

Gualtieri autunnale


I segni della grande festa sono ormai quasi scomparsi, non s'odono più i boati dei giochi pirotecnici, sono andate via le bancarelle, gli emigrati sono tornati tutti al posto di lavoro, ma non per questo Gualtieri diviene meno bello. La vita riprende la sua regolarità, i bambini tornano a scuola, i genitori a lavoro.

Tutto il paese si ammanta di una serenità idilliaca, il silenzio è interrotto solo dallo scoccare delle ore, dall'alto del campanile e dalle voci dei bambini e dei ragazzi che, dopo i compiti, si riuniscono nelle ville, piazze e piazzette per giocare e trovarsi fra loro. 

E' il tempo che rafforza i legami di amicizia, di parentela e vicinanza, il tempo del cucito e del ricamo. Il torrente, alla prima pioggia, riprende a scorrere, ora impetuoso, ora placido.

Già i palmenti e i frantoi si preparano per il periodo di grande intensità che sta per giungere, sì, perchè le uve già sono mature, e gli uliveti, con la loro folta chioma, vengono controllati giornalmente, in attesa del sospirato raccolto, mentre qualche frutto, il più perfetto, viene colto per essere messo in salamoia. 
Intanto gli aranceti preparano i pattuvalli, il frutto di Gualtieri che presto tornerà ad olezzare nei giardini, a colorare le campagne e decorare le vie.

venerdì 14 settembre 2012

Il culto della Santa Croce a Soccorso

Forse non tutti sanno che Soccorso, in passato, ha conosciuto una  grande devozione nei confronti della Santa Croce, il mezzo della nostra salvezza, vessillo glorioso di Cristo Risorto; molto probabilmente per la presenza di una preziosa scheggia del Santo Legno fra le reliquie presenti nella chiesa madre.                                                                                                                                                              Il culto aveva il suo culmine non nella festa odierna dell'Esaltazione della Croce, ma nella festa ormai soppressa dell'Invenzione che si celebrava il 3 maggio e che commemorava il ritrovamento della preziosa reliquia a Gerusalemme, ad opera di Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, intorno al 320 d.C. 
Gli anziani raccontano che si festeggiava per una intera settimana, a partire dal 3 maggio, con una processione che attraversava tutto il paese; nei giorni successivi avevano luogo delle processioni minori che attraversavano solo alcuni rioni, fino all'ottava nella quale si tornava a percorrere nuovamente tutto il paese. 
Con la riforma del Messale Romano, ad opera di papa Giovanni XXIII, nel 1962, si soppresse questa festa perchè, a quanto pare, la vera data del ritrovamento della Croce sarebbe avvenuta il 14 settembre e non il 3 maggio. Abolita la festa liturgica non si celebrò neppure il pio esercizio della processione che pian piano venne dimenticato. Le informazioni su tale festa sono state fornite dal alcuni ottantenni e ultraottantenni soccorsesi, alcuni dei quali deceduti, ai quali va il mio ringraziamento e la mia prece.